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BENVENUTI
IN SALENTO (costa ionica/adriatica - mar ionio/adriatico) |
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MAPPA
RAGIONATA SUL SALENTO (provincia di Lecce - regione Puglia). |
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Sfiora le
singole località per visualizzarne e scoprirne le
caratteristiche (spiaggia di sabbia o scogli).
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Spiagge
di Sabbia - Scogliera Panoramica |
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IL
SALENTO, ANTICA TERRA D'OTRANTO. LA SUA TERRA TRA DUE MARI.
UNA POSSIBILE LETTURA TURISTICA DEL SUO TERRITORIO PER UNA VACANZA.
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• ITINERARI
STORICI
- LECCE, centro storico
- LECCE, centro storico
- OTRANTO, centro storico
- GALLIPOLLI / PRESICCE
- COPERTINO / MAGLIE
- LA GRECìA SALENTINA
In questo
percorso si suggeriscono alcuni centri particolarmente ricchi di
riferimenti artistici e storici e, attraversando i loro territori,
si riuscirà anche ad apprezzare, con gli occhi e con il
cuore, le numerose suggestioni del paesaggio salentino.
Molto spesso capiterà di non riuscire a completare l’escursione
e, per questa ragione, sarà opportuno operare un’ulteriore
suddivisione dell’itinerario proposto a seconda del tempo a
disposizione e delle proprie attitudini turistiche.
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[
LECCE, centro storico: Lecce: Porta Napoli-Duomo-Porta Rudiae
]
Lunghezza: 3 km; tempo
di percorrenza: 2h a piedi.
Il cuore cittadino
della città di Lecce è uno
dei più accoglienti del Salento:
organizzato, fruibile a piedi senza
eccessivi disturbi, piacevole da
ammirare. La passeggiata tra queste
strade può avere carattere
sia privato che organizzato – previo
contatto con le cooperative turistiche.
In ogni modo, il percorso deve essere
lento in maniera da favorire la contemplazione
delle stupende opere del Barocco
Leccese e del successivo Rococò.
Parcheggiando i nostri mezzi in prossimità di
Porta Napoli (1548, in alto si individua
lo stemma dell’imperatore Carlo
V) da qui possiamo iniziare la passeggiata
percorrendo Via Principi di Savoia
in cui si incontrano:
•
la Chiesa delle Alcantarine del sec.
XVIII (accesso dalla piazzetta Baglivi
sulla sinistra);
•
Palazzo Grassi del sec. XVI (n° 28);
•
Palazzo Paladini del sec. XVII (n° 38)
di cui si nota la balconata sorretta
da mensole figurate con una colonna
angolare che sorregge l’arma
dei Paladini;
•
Palazzo Giugni del XVII sec. (n° 65)
al cui interno si notano i busti
di Aristotele, Solone, Giustiniano,
Mosè, Licurgo e Platone;
•
infine, all’angolo con via
Umberto I troviamo la chiesetta del
XVIII secolo intitolata a S. Niccolò dei
Greci o Chiesa Greca poiché in
essa si riunisce la comunità di
rito greco-bizantino.
•
A questo punto imbocchiamo a destra
Via Umberto I in cui troviamo:
•
Palazzo Bozzi-Corso del 1775 (n° 38),
espressione più completa dell’arte
di Emanuele Manieri;
•
Palazzo Loffredo Adorno (n° 32)
costruito probabilmente nel 1568
ad opera di Gabriele Ricciardi; la
composizione architettonica di questo
palazzo è davvero unica nel
suo genere e rispecchia spesso quella
di alcuni palazzi di Napoli – paese
d’origine della famiglia Adorno.
•
Palazzo Trono (n° 7) del XVII
sec. con due ingressi – l’altro è in
vico della Saponea – usati
una volta come scorciatoia dai passanti.
•
A questo punto, quasi del tutto ignari
di ciò che sta avvenendo,
ci troviamo al cospetto del più magnifico
tra gli esempi di arte barocca leccese:
Palazzo dei Celestini e la Basilica
di Santa Croce (XVI-XVII sec.). Dando
uno sguardo dal Palazzo del Governo – appunto,
già Monastero dei Celestini
e ora sede della Provincia di Lecce – il
nostro occhio si perde decisamente
al contatto con la particolareggiata
volta della Basilica, opera congiunta
dei migliori artisti barrocchi che
Lecce abbia mai espresso: Gabriele
Ricciardi, Francesco Antonio e Giuseppe
Zimbalo, Giulio Cesare Penna.
Fatta la visita al meraviglioso interno
della Basilica di Santa Croce possiamo
ora proseguire verso altri panorami
artistici del nostro percorso.
A circa 70 metri troviamo così l’Anfiteatro
Romano del II secolo d.C. portato
alla luce solo alla fine degli anni
trenta del 1900. Adiacente all’Anfiteatro è Piazza
Santo Oronzo, snodo commerciale della
città. Al centro della Piazza
vi è la colonna su cui è posta
la statua del santo patrono. Questa è una
delle due colonne terminali della
via Appia a Brindisi e donata ai
leccesi nel 1656 a devozione del
Protettore.
Attraversando Viale Vittorio Emanuele
II si possono apprezzare:
•
Palazzo Rollo (n° 14);
•
Palazzo Personè (n° 19-25);
•
Palazzo Palumbo (n° 29)
•
Palazzo Belli (n° 33), di gusto
rococò, di cui si apprezzano
maggiormente gli interni;
•
Palazzo Tafuri (n° 65) una delle
più ampie residenze leccesi
del XVII secolo della famiglia Tafuri
dal Larducci, originario di Salò.
•
la Chiesa di S.Irene (XVI-XVII sec.),
di cui si ammira la facciata e gli
altari interni tra i più espressivi
dell’arte scultoria barocca
Subito dopo, ancora un altro incanto:
Piazza Duomo. Le luci della sera
creano senz’altro un forte
impatto visivo ma è il sole
che fa rilucere i colori propri e
i particolari del fine lavoro barocco
su pietra leccese.
Il complesso del Duomo si presenta
ad unisono anche se composto da splendide
voci soliste espresse in anni diversi;
la Cattedrale e il Campanile (1620-1710),
il Seminario (inaugurato nel 1709),
l’Episcopio (iniziato nel 1758).
Da questo punto si può concludere
il percorso imboccando via G. Palmieri
in cui si evidenziano ancora altre
importanti strutture edilizie tra
cui:
•
Palazzo Spada (n° 4) con l’interessante
portale, incorniciato da colonne
a scaglie, al cui apice è situato
lo stemma degli Spada;
•
Palazzo Guarini (n° 4);
•
Palazzo Lopez y Royo – Personè del
XVIII secolo (n° 11) in cui si
nota il raccordo tra due portoni
minori, inframmezzati da finestrelle
trilobate, e il portale principale;
•
Palazzo Palmieri – dal nome
del famoso illuminista leccese – (n° 27-33)
in cui furono ospitati due re di
Napoli, Gioacchino Murat e Giuseppe
Napoleone; all’interno del
giardino vi è un ipogeo sepolcrale
con delle iscrizioni messapiche.
•
Palazzo de Rinaldis (n° 37) con
il balcone poggiante su cinque interessanti
mensole figurate che sormontano sia
lo stemma gentilizio sia il portone.
•
Palazzo Balsamo (n° 71) il quale
ha subito notevoli modifiche, l’ultima
delle quali nel settecento, epoca
a cui risalgono le finestre del piano
superiore. Sul pilastro angolare
si nota un capitello corinzio in
passato sormontato dall’arma
della casata.
•
Finita la strada ci ritroviamo di
fronte Porta Napoli: fine del nostro
percorso. |
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[
LECCE, centro storico: Piazza Mazzini-Castello CarloV-Porta SanBiagio
]
Lunghezza:
4 km; tempo di percorrenza: 3h a piedi |
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Parcheggiando
il nostro mezzo in Piazza Mazzini da qui seguiamo la centralissima
Via Trinchese, sede di tanti negozi e tradizionale luogo di passeggio.
La lunga strada ci conduce al Castello Carlo V il quale, vista la
sua rilevanza storica, ci invita a visitare il suo interno.
All’uscita del castello siamo molto vicini a Piazza Santo Oronzo
ma proseguiamo per Viale XXV Luglio e, da qui, per Via Brancaccio fino
ad arrivare a Porta S. Biagio (ricostruita nel 1774 e dedicata al santo,
cittadino di Lecce e vescovo di Sebaste).
Da qui Via dei Conti di Lecce (in cui sono situati i Palazzi Lecciso-Morisco-Penzini,
n° 2-6, Palazzo Carrozzo, n° 19-21, del 1765 con le pareti
della facciata lisce ma movimentate da mensole zoomorfe e antropomorfe
dei balconi) ci conduce al Teatro Romano (risalente al periodo augusteo
e di cui si possono osservare la cavea e l’orchestra) e alla
vicina Chiesa di S. Chiara (XVII) in cui si apprezza il contro soffitto
in cartapesta e la facciata incompiuta.
Percorrendo le strade che da questo punto ci riportano in Piazza Mazzini
potremo notare molte altre strutture artistiche e architettoniche degne
di visita, talvolta, contestualizzate dalle relative didascalie turistiche.
Anche questo percorso potrà essere seguito e consigliato dalle
apposite guide turistiche delle cooperative di accoglienza. |
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[
OTRANTO, centro storico urbano]
Lunghezza
2 km; tempo di percorrenza: 3h a piedi |
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Le
mura cinquecentesche di Otranto, la città più orientale
d’Italia, riverberano ancora la triste eco di antiche battaglie
contro lontani invasori. La bella città salentina illustra,
ad ogni visitatore che la percorre, gran parte del trascorso storico
di questa terra. Otranto, infatti, fu edificata da cretesi col nome
di Hydruntum (dall’omonimo fiume che si riversa nell’attuale
porto), successivamente fu organizzata, socialmente e politicamente,
sotto la dominazione greca. L’epoca romana rappresentò per
Otranto una fase regressiva sia economicamente sia demograficamente;
solo durante la dominazione bizantina Otranto ritornò a svolgere
un ruolo importante nella geopolitica dell’Italia Meridionale.
Gran parte delle testimonianze storiche otrantine sono, dunque, custodite
nel suo centro storico.
•
L’antichissima Cattedrale dell’Annunziata (con all’interno
un inestimabile pavimentazione a mosaico del 1165, un altare – a
sette armadi dedicato agli oltre ottocento Martiri d’Otranto – e
una cripta); la cripta interna della Cattedrale ha tre absidi ed è divisa
da 72 colonne monolitiche, in pietra leccese e marmo, che la dividono
in nove navate tutte da osservare con grande attenzione;
•
la Basilica di S.Pietro è di stile bizantino, con volte a botte
e pareti affrescati con motivi orientali;
•
il Castello Aragonese – ricostruito da Ferdinando I d’Aragona
tra il 1485 e il 1498 e progettato anche dall’architetto militare
FRANCESCO DI GIORGIO MARTINI (1439-1501, progettista inoltre del castello
di Gallipoli e del più noto Palazzo Ducale di Urbino) – ben
evidenziano le caratteristiche otrantine che da sempre hanno affascinato
i milioni di visitatori; in letteratura si ricorda anche il famoso
romanzo gotico “Il castello di Otranto”. Questo castello
fu rinforzato dopo il disastroso attacco turco del 1480 quando i musulmani,
riuscendo a penetrare nella città, cercarono di convertire la
popolazione locale ma, non riuscendoci, uccisero prima il Vescovo Stefano
Pendinelli e dopo, trasferitisi sul Colle della Minerva, dove oggi
sorge la chiesa di San Francesco di Paola, uccisero altri ottocento
otrantini fermi nella loro fede. |
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[
Gallipoli, Parabita, Matino, Casarano, Ugento, Presicce ]
Lunghezza:
35 km; tempo di percorrenza: una giornata. |
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Il
percorso attuale prevede una visita a diverse città tra loro
relativamente vicine e, per meglio apprezzarne la valenza storica, è necessario
dedicare almeno un’intera giornata. Nei collegamenti tra le
città da raggiungere sarà opportuno utilizzare un proprio
mezzo di trasporto da parcheggiare non appena si è in prossimità dei
centri storici.
Con il nostro mezzo, quindi, facciamo tappa a Gallipoli località che,
data la sua rilevanza storico-turistica, ci impegnerà per almeno
2 o più ore.
Gallipoli è nota per la sua collocazione su di un’isola;
la visita al suo centro storico – come, del resto, in tutti gli
altri centri storici – ci dà l’opportunità di
ripercorrere il pensiero e la vita degli abitanti lì vissuti.
Molto interessanti sono le didascalie poste nelle vicinanze dei luoghi
più rilevanti della città vecchia con esse ben si delinea
lo sviluppo architettonico e militare dell’importante centro
salentino.
L’unico ingresso al centro storico gallipolino è un ponte
di collegamento tra l’isola e l’entroterra, nei suoi pressi è possibile
ammirare:
• la chiesa Madonna del Canneto;
•
la Fontana Medievale di stile ellenistico (la più antica di
Italia, ricostruita nel 1560);
• il Castello Aragonese.
Una volta all’interno del circuito difensivo tanti sono i luoghi
da visitare tra cui:
• la Cattedrale;
•
la Chiesa di S. Angelo, di S. Teresa e della Purità – edificata
nel ‘600 da una delle quattro confraternite di pescatori;
•
la chiesa di S. Francesco d’Assisi in cui è sita la famosa
statua del “Cappellone” (il Malladrone – 1680), cioè la
raffigurazione del cattivo ladrone fatta con caratteri molto marcati
tanto da costituire un elemento determinante della fantasia popolare
gallipolina.
Dal
centro ionico ci dirigiamo a circa 10 km verso sud-est; la composizione
urbana di Parabita e Matino esalta il ruolo del centro. Si ripercorre,
così, una storia fatta di continue incursioni da parte di
invasori e, per questa ragione, questi centri racchiudono nella loro
tortuosità e nel color bianco calce i segreti della sopravvivenza:
confondere gli incursori per avere il tempo necessario ad arroccarsi.
Del centro di Parabita spiccano:
•
il Santuario “Madonna della Coltura”;
• lo stupendo Castello del cinquecento e la Cripta di S. Marina
• la Parrocchiale dedicata a S. Giovanni Battista con degli splendidi
episodi cinquecenteschi sul portale e sulla cupola.
Prossimo sul nostro cammino è Matino, dall’importante
centro storico e dalle caratteristiche pendenze stradali.
Altra tappa è Casarano, polo industriale rilevante soprattutto
dal punto di vista calzaturiero. Del paese ammiriamo soprattutto
• la Chiesa Matrice;
•
la necropoli (VIII-XIII secolo), scoperta di recente, marzo 1996,
con circa 20 tombe orientate secondo l'asse est-ovest, hanno una
forma trapezoidale, sono complete di poggiatesta scavato nella roccia
e sono tipiche, appunto, dell'epoca paleocristiana- altomedievale.
All'interno è stato ritrovato sia materiale ceramico in frantumi
che ossa umane che hanno permesso l’esatta datazione del
sito funerario;
•
la splendida chiesetta di Santa Maria di Casaranello: testimonianza
paleocristiana tra le più importanti della Puglia con meravigliosi
mosaici del V secolo d.C. Casaranello fu, anche, la casata di Pietro
Tomacelli ai più noto come Papa Bonifacio IX (dal 1389 al
1404).
Da qui ci muoviamo verso Ugento, luogo carico di storia e con un
centro ancora intatto che, in poco più di un’ora,
ci garantisce una piacevole visita:
• alla Cappella dei Santi Medici (santi patroni festeggiati il 29 settembre);
• al Castello e al vicino Museo Comunale.
Ultima ma necessaria tappa del nostro itinerario è Presicce,
importante, nel presente come nel passato, per l’ampia presenza
di frantoi ipogei (circa 26 che molto ci raccontano sull’importante
passato economico della cittadina) e di importanti casate che, dal
XVII al XVIII secolo, lì hanno edificato le loro splendide
dimore. Presicce vive, soprattutto d’estate, un forte fermento
etno-culturale e, per questo, è sempre aperta ad accogliere
i visitatori. Una volta visitato il Museo della Civiltà Contadina
e il Giardino Pensile del Castello, si consiglia di percorrere le
strade del centro con lo sguardo spesso rivolto verso l’alto
delle decorazioni architettoniche cittadine.
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[
Copertino, Nardò, Galatone, Galatina, Maglie ]
Lunghezza:
38 km; tempo di percorrenza: 6h circa. |
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Il
percorso attuale considera alcuni dei comuni che tuttora conservano
la loro importanza territoriale ed economica che gli è stata
assegnata direttamente dalla storia. Anche per questo itinerario è necessario
riservare almeno un intero pomeriggio.
I centri cittadini sono sempre ben conservati e rivalutati. Copertino
racchiude al suo interno fantastiche opere d’arte barocca – sono
queste altari, chiese, decorazioni, portali – e cittadina (case
a corte, frantoi ipogei). Da visitare
•
le zone vicine al Castello
•
il Castello stesso di stile catalano-durazzesco del 1540, luogo dove
si svolgono importanti manifestazioni provinciali (Salento Sposi, Arti
Salento, Mostra dell’Antiquariato) e arricchito da rosoni e medaglioni
che racchiudono ritratti di personaggi illustri come Goffredo Normanno,
Carlo I d’Angiò, Re Ladislao, Carlo V ed altri ancora;
•
il Convento-Santuario La Grottella – dimora in vita di S. Giuseppe
da Copertino.
Prossima fermata sarà Nardò. Città dall’imponente
feudo, tramite le sue rendite, divenne assai importante; indicare solo
alcuni punti sarebbe del tutto riduttivo, tuttavia, se ne evidenziano
per la loro vicinanza, alcuni:
•
la Chiesa e il Convento del Carmine – ricorda molto il frontale
del Castello di Copertino appena visitato –
•
Piazza Salandra,
•
la Cattedrale (sede della Diocesi di Nardò-Gallipoli e al cui
interno è presente un antichissimo crocifisso a cui si lega
un’altrettanto antica leggenda) e Piazza Osanna con al centro
il chiosco barocco ben conservato e visibile.
Lasciando Nardò prendiamo la strada per Galatone di cui possiamo
apprezzare opere quali
•
il Santuario del Crocifisso (al cui interno si esibisce il tipico motivo
del “capitello appeso”: un capitello che privo di colonna è legato
alla trabeazione),
•
il Castello Baronale,
•
la Chiesa dei Domenicani,
•
il Sedile e la Torre dell’orologio, tutte opere iniziate e completate
tra il ‘600 e il ‘700 e alle quali hanno contribuito artisti
dello spessore di Giuseppe Zimbalo.
Proseguendo il nostro cammino ci dirigiamo in 10 minuti a Galatina.
Le mura cinquecentesche di questa città sono molto ben custodite;
in essa si ammirano numerosi monumenti barocchi ma, soprattutto, rococò (palazzi,
piazze). Da visitare, oltre alle Porte d’Ingresso,
•
la Collegiata (1633-1640, fastigio del 1770)
•
la Corte di Palazzo Scrimieri.
Questo percorso termina con la visita nel centro di Maglie dove trovano
spazio
•
la Chiesa Confraternale delle Grazie,
•
la Parrocchiale con il suo Campanile,
•
Palazzo Capece,
•
il bellissimo Parco ittadino. |
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[
LA GRECìA SALENTINA]
Lunghezza:
37 km; tempo di percorrenza: 6h circa. |
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L’attuale
Grecìa Salentina (composta dai nove comuni di Calimera, Martano,
Martignano, Castrignano dei Greci, Corigliano d'Otranto, Melpignano,
Soleto, Sternatìa e Zollino), può, senz’altro,
rappresentare un percorso autonomo (vista anche la sua posizione
a circuito che fa di questi comuni una sorta di isola geografica,
oltre che linguistica e culturale) ricco di cultura ed arte. L’elemento
greco, assicurato nel Salento dai monaci basiliani, fu determinante
per l’economia e la cultura locale nel periodo dell’alto
medioevo. Solo dopo la conquista normanna del 1068, il rito greco
fu gradatamente abbandonato portando l’antica terra della Grecìa
Salentina a ridursi all’attuale comunità.
Ognuna di queste nove località racchiude in sé tutta
una serie di magnifiche costruzioni realizzate fino al XVIII secolo.
• itinerario: Martano, Castrignano dei Greci, Melpignano,
Corigliano d’Otranto, Soleto, Zollino, Sternatìa,
Martignano, Calimera.
lunghezza: 37 km; tempo di percorrenza: 6h circa.
Il percorso alla riscoperta della Grecìa Salentina può iniziare,
senza dubbio, da uno dei suoi comuni più grandi e rappresentativi:
Martano. Questa città, infatti, conserva al suo interno notevoli
monumenti storici come i magnifici portali d’ingresso ai numerosi
palazzi nobiliari, i relativi stemmi, il castello (distrutto dai
turchi nel 1480 e ricostruito subito dopo). Si consiglia altresì di
percorrere Via Catumerea per ammirare stupendi esempi di "case
a corte" e di visitare la Cappella della Madonna degli Angeli
(1699-1721), nel Cimitero, con portale di gusto zimbalesco.
Lasciato Martano si giunge in pochi minuti a Castrignano dei Greci
di cui visitiamo
• il parco delle pozzelle, tuttora in buono stato di conservazione;
• la cripta di S. Onofrio, basiliana;
•
il Castello baronale, più volte rimaneggiato, attorniato
da fossato fino al secolo scorso;
• la Chiesa Matrice dedicata all'Annunziata (1878);
• la Chiesa dell'Immacolata (1650);
• la Chiesa della Chiesa della Madonna dell'Arcona (1731).
Ancora in macchina per cinque minuti e giungeremo a Melpignano. In
questo paese c’è una delle piazze più suggestive
del Salento, insolito esempio di struttura porticata realizzata
appositamente per ospitare un rinomato e fiorente mercato settimanale
(fine '500)
di commercianti leccesi, baresi e perfino napoletani.
Finalmente ci possiamo dirigere verso Corigliano d’Otranto
e poter così ammirare uno dei castelli più ricchi di
decorazioni di tutto il Salento e che rappresenta una delle opere
più significative dell’architettura civile del barocco
salentino. Il castello rappresenta un vero gioiello e si apre agli
occhi dei visitatori in maniera quasi inaspettata. Esso fronteggiò in
maniera del tutto degna gli attacchi turchi del 1480. Anche se l’apparato
decorativo risale al XVI secolo, solo nel 1667 Francesco Manuli realizza
la facciata in cui, sul portone d’ingresso, spicca la statua
del committente e le due figure allegoriche della Carità e
della Giustizia. La decorazione continua per tutta la facciata del
castello con finestre intervallate da statue di virtù o
uomini illustri.
Dopo una breve visita al centro coriglianese possiamo subito fare
rotta verso un altro centro molto importante: Soleto. Anche qui
si conservano meravigliose opere d’arte salentina, tra cui la
Chiesa trecentesca di Santo Stefano, dal prospetto a cuspide slanciata
sormontato da un campanile a ventola, uno dei luoghi di culto privilegiati
della comunità italo-greca di Soleto. Il monumento più celebre è la
guglia presente sul campanile, fatta innalzare da Raimondello Orsini
del Balzo nel 1397 e di recente restauro.
Da Soleto, passando per Zollino, arriviamo a Sternatìa in
cui spicca lo stupendo complesso architettonico del Palazzo Marchesale
fatto erigere dai Granafei nel ‘700, probabilmente su di un
fortilizio bizantino. Il centro storico di Sternatìa ci invita
a restare ma il percorso deve continuare verso le ultime due tappe,
la prima delle quali è Martignano. Nelle campagne di questo
paese sono ancora visibili i cosiddetti "pozzi di San Pantaleone" (patrono,
festeggiato il 27 luglio); gli abitanti, in epoche remote, utilizzavano
l'acqua per usi domestici attingendola da almeno 60 pozzi, indicati
in griko come "ta frèata" e in dialetto come "puzzieddhi",
pozzi o pozzelle, situati – appunto – in aperta campagna.
Ultimo ed importante tassello compositivo della Grecìa attuale è Calimera.
I punti di maggiore interesse storico della città sono:
•
il "foro sacro dell'amore" vincolato alla cerimonia propiziatrice
della fecondità è uno spezzone di roccia a forma
di corona con un grosso foro al centro; per ottenere i benefici
divini,
uomini e donne devono attraversarlo e tutti, di diversa corporatura,
vi riescono.
•
Sulla serra tra Calimera e Martano, la Specchia del diavolo (“secla
tu demoniu”), secondo la leggenda, nasconderebbe un tesoro
formato da una chioccia e dodici pulcini d'oro, ma custodito dal
demonio, per impossessarsene bisogna riuscire a far prendere la
comunione ad una capra!;
•
Il Museo Civico di Storia Naturale, importante per la raccolta ornitologica,
malacologica e di fossili, ma pure perché è un centro
di cura degli animali feriti e di studio per le tartarughe.
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[ALCUNI
ITINERARI DEL SALENTO, LECCE, PUGLIA]
• ITINERARI
ARCHEOLOGICI
- CENTRI E
RESTI MESSAPICI. Da Rudiae ad Uxentum
- LA
COLONIZZAZIONE ROMANA
- DOLMEN, MENHIR
E SPECCHIE
• ITINERARI
MASSERIE
- AREA NORD LECCE,
da Lecce a Lecce
- AREA SUD-EST LECCE,
da Lecce ad Acaya
- AREA NARDÒ,
da Nardò alla Masseria Trappeto
- AREA UGENTINA, da
Ugento a Torre Pali
• ITINERARI
PAESAGGISTICI
- PORTO CESAREO
/ GALLIPOLI
- LIDO PIZZO /
SANTA MARIA DI LEUCA
- CASALABATE /
OTRANTO
- OTRANTO /SANTA
MARIA DI LEUCA • ITINERARI
ENOGASTRONOMICI
- L'ENOGASTRONOMIA
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LE
QUATTRO GRANDI AREE TURISTICHE DEL SALENTO nella provincia di Lecce. |
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