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ERREMARMI SRL - RACALE, arredamenti in marmo e granito dal 1959 (Provincia di Lecce, Area Sud Salento, Regione Puglia).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


  MAPPA RAGIONATA SUL SALENTO (provincia di Lecce - regione Puglia).
 

Sfiora le singole località per visualizzarne e scoprirne le caratteristiche (spiaggia di sabbia o scogli).

Lecce, Gallipoli, Otranto, Torre dell'Orso, Santa Cesarea Terme, Castro, Tricase Porto, Marina di Novaglie, Santa Maria di Leuca, Torre Vado, Pescoluse, Torre Pali, Lido Marini, Torre Mozza, Torre San Giovanni, Marine di Alliste, Torre Suda, Marina di Mancaversa... IL SALENTO E MOLTO PIÙ GALLIPOLI - la più nota località turistica del Salento. Lunghi arenili di spiaggia di sabbia attrezzata (Libera e Privata). Torre Suda, Marina di Racale (Scogliera Bassa, Località turisticamente attiva e vicina alle spiagge di Gallipoli e Ugento). Ottimo rapporto qualità-prezzo Torre Mozza. Piccolo centro turistico . Una delle più belle marine di Ugento. La sua spiaggia di sabbia è tra le più grandi del Salento. Ha un lungo arenile con spiagge attrezzate (stabilimenti balneari) e libere. Meta di turismo nazionale e internazionale. LIDO MARINI. Piccolo centro turistico . Una delle più belle marine di Ugento e ben organizzata. A metà strada tra Gallipolli e Leuca La sua spiaggia di sabbia ha un lungo arenile con spiagge attrezzate (stabilimenti balneari) e libere. Meta di turismo nazionale e internazionale. TORRE PALI - piccola località turistica dotata di una sufficiente spiaggia di sabbia ha anche spazi di scogliera. Vicinissima alle splendide sabbie di Pescoluse e Torre Vado. TORRE VADO PESCOLUSE. Piccolo centro turistico ben attrezzato e indicato per famiglie tra i più belli del Salento. Un lungo arenile con spiagge attrezzate (stabilimenti balneari) e libere. Meta di turismo nazionale e internazionale per via della sua sabbia tipicamente dorata ed una bassa scogliera. SANTA MARIA DI LEUCA. Piccolo centro turistico tra i più noti del Salento con piccole calette di sabbia, in prevalenza è dominato da una scogliera bassa e da un versante panoramico. Porto turistico. Il suo santuario “de finibus terrae” è meta di un notevole turismo religioso. MARINA DI NOVAGLIE. Piccolo borgo di pescatori dalla natura incontaminata. Caratterizzato da una scogliera alta e panoramica si adagia sulla costa adriatica. Vicino a Leuca e Castro, è ideale per gli amanti della pesca subacquea. TORRE DELL’ORSO. Località tra le più giovani e apprezzate del Salento. Vicinissima ad Otranto e Lecce possiede una stupenda spiaggia di sabbia con una battigia molto ampia. Ideale per gruppi e famiglie è turisticamente molto ben organizzata. Il litorale della riserva di Porto Cesareo è molto frastagliato e vario: dalle spianate calcaree dei terrazzi si passa alla bellissima spiaggia di sabbia, dove la duna costiera ospita una fitta vegetazione.Museo di Biologia Marina.Ideale per archeologia subacquea per l-integrità dei suoi fondali. Porticciolo. MARINA DI MANCAVERSA. Piccolo ma ben attrezzato centro turistico tra i più belli del Salento. Vicinissimo alle spiagge di sabbia di Gallipoli è apprezzato per l’ottimo rapporto qualità-prezzo. Il litorale alterna una scogliera bassa e accessibile a piccole calette di sabbia una delle quali più ricettiva. Molo turistico. Ottimamente  collegata. MARINE DI ALLISTE.Piccolo centro balneare meta di turismo locale. La costa presenta una bassa scogliera sempre accessibile. Le tre marine si distendono su un litorale di pochi km. Ottima alternativa di prezzo, rimanendo vicini alle spiegge di Torre San Giovanni. TORRE SAN GIOVANNI. Rappresenta uno dei tre principali poli turistici del Salento e la più grande e organizzata tra le marine di Ugento. Il suo litorale presenta un lungo arenile molto ben servito (con spiagge libere e private). Ideale per famiglie. Possiede un porto turistico e attracco barche. TRICASE PORTO. Piccola località panoramica sul Mar Adriatico insieme a Marina Serra. Ha un'insenatura naturale con una profondità variabile da due a sette metri. Ultimamente è stato aggiunto un altro porticciolo per permettere il ricovero della barche da diporto e per sviluppare il turismo. CASTRO. Piccola località panoramica sul Mar Adriatico di antiche origini storiche. Il suo litorale panoramico è tipicamente a roccia alta. Dal porticciolo turistico si accede ad una scogliera dal pratico accesso in acque profonde da due metri in su. SANTA CESAREA TERME. Importante località termale del Salento è caratterizzata da unascogliera medio-alta. Marina molto ospitale è vicina alle principali strutture d’intrattenimento del Salento. Vicina ad Otranto e alla imprtantissima “Grotta dei Cervi”. Orgnnizzata turisticamente. Bellissime le sue ville eclettiche. OTRANTO. La marina più pulita e vivibile di italia (bandiera blu). Il suo magnifico litorale è prevalentemente roccioso con calette di sabbia e una stupenda riserva naturale nei pressi dei laghi Alimini.

 
Spiagge di Sabbia - Scogliera Panoramica
  IL SALENTO, ANTICA TERRA D'OTRANTO. LA SUA TERRA TRA DUE MARI.
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• ITINERARI STORICI
- LECCE, centro storico
- LECCE, centro storico
- OTRANTO, centro storico
- GALLIPOLLI / PRESICCE
- COPERTINO / MAGLIE
- LA GRECìA SALENTINA

In questo percorso si suggeriscono alcuni centri particolarmente ricchi di riferimenti artistici e storici e, attraversando i loro territori, si riuscirà anche ad apprezzare, con gli occhi e con il cuore, le numerose suggestioni del paesaggio salentino.
Molto spesso capiterà di non riuscire a completare l’escursione e, per questa ragione, sarà opportuno operare un’ulteriore suddivisione dell’itinerario proposto a seconda del tempo a disposizione e delle proprie attitudini turistiche.

  [ LECCE, centro storico: Lecce: Porta Napoli-Duomo-Porta Rudiae ]
Lunghezza: 3 km; tempo di percorrenza: 2h a piedi.
Il cuore cittadino della città di Lecce è uno dei più accoglienti del Salento: organizzato, fruibile a piedi senza eccessivi disturbi, piacevole da ammirare. La passeggiata tra queste strade può avere carattere sia privato che organizzato – previo contatto con le cooperative turistiche. In ogni modo, il percorso deve essere lento in maniera da favorire la contemplazione delle stupende opere del Barocco Leccese e del successivo Rococò.
Parcheggiando i nostri mezzi in prossimità di Porta Napoli (1548, in alto si individua lo stemma dell’imperatore Carlo V) da qui possiamo iniziare la passeggiata percorrendo Via Principi di Savoia in cui si incontrano:
• la Chiesa delle Alcantarine del sec. XVIII (accesso dalla piazzetta Baglivi sulla sinistra);
• Palazzo Grassi del sec. XVI (n° 28);
• Palazzo Paladini del sec. XVII (n° 38) di cui si nota la balconata sorretta da mensole figurate con una colonna angolare che sorregge l’arma dei Paladini;
• Palazzo Giugni del XVII sec. (n° 65) al cui interno si notano i busti di Aristotele, Solone, Giustiniano, Mosè, Licurgo e Platone;
• infine, all’angolo con via Umberto I troviamo la chiesetta del XVIII secolo intitolata a S. Niccolò dei Greci o Chiesa Greca poiché in essa si riunisce la comunità di rito greco-bizantino.
• A questo punto imbocchiamo a destra Via Umberto I in cui troviamo:
• Palazzo Bozzi-Corso del 1775 (n° 38), espressione più completa dell’arte di Emanuele Manieri;
• Palazzo Loffredo Adorno (n° 32) costruito probabilmente nel 1568 ad opera di Gabriele Ricciardi; la composizione architettonica di questo palazzo è davvero unica nel suo genere e rispecchia spesso quella di alcuni palazzi di Napoli – paese d’origine della famiglia Adorno.
• Palazzo Trono (n° 7) del XVII sec. con due ingressi – l’altro è in vico della Saponea – usati una volta come scorciatoia dai passanti.
• A questo punto, quasi del tutto ignari di ciò che sta avvenendo, ci troviamo al cospetto del più magnifico tra gli esempi di arte barocca leccese: Palazzo dei Celestini e la Basilica di Santa Croce (XVI-XVII sec.). Dando uno sguardo dal Palazzo del Governo – appunto, già Monastero dei Celestini e ora sede della Provincia di Lecce – il nostro occhio si perde decisamente al contatto con la particolareggiata volta della Basilica, opera congiunta dei migliori artisti barrocchi che Lecce abbia mai espresso: Gabriele Ricciardi, Francesco Antonio e Giuseppe Zimbalo, Giulio Cesare Penna.
Fatta la visita al meraviglioso interno della Basilica di Santa Croce possiamo ora proseguire verso altri panorami artistici del nostro percorso.
A circa 70 metri troviamo così l’Anfiteatro Romano del II secolo d.C. portato alla luce solo alla fine degli anni trenta del 1900. Adiacente all’Anfiteatro è Piazza Santo Oronzo, snodo commerciale della città. Al centro della Piazza vi è la colonna su cui è posta la statua del santo patrono. Questa è una delle due colonne terminali della via Appia a Brindisi e donata ai leccesi nel 1656 a devozione del Protettore.
Attraversando Viale Vittorio Emanuele II si possono apprezzare:
• Palazzo Rollo (n° 14);
• Palazzo Personè (n° 19-25);
• Palazzo Palumbo (n° 29)
• Palazzo Belli (n° 33), di gusto rococò, di cui si apprezzano maggiormente gli interni;
• Palazzo Tafuri (n° 65) una delle più ampie residenze leccesi del XVII secolo della famiglia Tafuri dal Larducci, originario di Salò.
• la Chiesa di S.Irene (XVI-XVII sec.), di cui si ammira la facciata e gli altari interni tra i più espressivi dell’arte scultoria barocca
Subito dopo, ancora un altro incanto: Piazza Duomo. Le luci della sera creano senz’altro un forte impatto visivo ma è il sole che fa rilucere i colori propri e i particolari del fine lavoro barocco su pietra leccese.
Il complesso del Duomo si presenta ad unisono anche se composto da splendide voci soliste espresse in anni diversi; la Cattedrale e il Campanile (1620-1710), il Seminario (inaugurato nel 1709), l’Episcopio (iniziato nel 1758).
Da questo punto si può concludere il percorso imboccando via G. Palmieri in cui si evidenziano ancora altre importanti strutture edilizie tra cui:
• Palazzo Spada (n° 4) con l’interessante portale, incorniciato da colonne a scaglie, al cui apice è situato lo stemma degli Spada;
• Palazzo Guarini (n° 4);
• Palazzo Lopez y Royo – Personè del XVIII secolo (n° 11) in cui si nota il raccordo tra due portoni minori, inframmezzati da finestrelle trilobate, e il portale principale;
• Palazzo Palmieri – dal nome del famoso illuminista leccese – (n° 27-33) in cui furono ospitati due re di Napoli, Gioacchino Murat e Giuseppe Napoleone; all’interno del giardino vi è un ipogeo sepolcrale con delle iscrizioni messapiche.
• Palazzo de Rinaldis (n° 37) con il balcone poggiante su cinque interessanti mensole figurate che sormontano sia lo stemma gentilizio sia il portone.
• Palazzo Balsamo (n° 71) il quale ha subito notevoli modifiche, l’ultima delle quali nel settecento, epoca a cui risalgono le finestre del piano superiore. Sul pilastro angolare si nota un capitello corinzio in passato sormontato dall’arma della casata.
• Finita la strada ci ritroviamo di fronte Porta Napoli: fine del nostro percorso.
 
  [ LECCE, centro storico: Piazza Mazzini-Castello CarloV-Porta SanBiagio ]
Lunghezza: 4 km; tempo di percorrenza: 3h a piedi
  Parcheggiando il nostro mezzo in Piazza Mazzini da qui seguiamo la centralissima Via Trinchese, sede di tanti negozi e tradizionale luogo di passeggio. La lunga strada ci conduce al Castello Carlo V il quale, vista la sua rilevanza storica, ci invita a visitare il suo interno.
All’uscita del castello siamo molto vicini a Piazza Santo Oronzo ma proseguiamo per Viale XXV Luglio e, da qui, per Via Brancaccio fino ad arrivare a Porta S. Biagio (ricostruita nel 1774 e dedicata al santo, cittadino di Lecce e vescovo di Sebaste).
Da qui Via dei Conti di Lecce (in cui sono situati i Palazzi Lecciso-Morisco-Penzini, n° 2-6, Palazzo Carrozzo, n° 19-21, del 1765 con le pareti della facciata lisce ma movimentate da mensole zoomorfe e antropomorfe dei balconi) ci conduce al Teatro Romano (risalente al periodo augusteo e di cui si possono osservare la cavea e l’orchestra) e alla vicina Chiesa di S. Chiara (XVII) in cui si apprezza il contro soffitto in cartapesta e la facciata incompiuta.
Percorrendo le strade che da questo punto ci riportano in Piazza Mazzini potremo notare molte altre strutture artistiche e architettoniche degne di visita, talvolta, contestualizzate dalle relative didascalie turistiche.
Anche questo percorso potrà essere seguito e consigliato dalle apposite guide turistiche delle cooperative di accoglienza.
  [ OTRANTO, centro storico urbano]
Lunghezza 2 km; tempo di percorrenza: 3h a piedi
  Le mura cinquecentesche di Otranto, la città più orientale d’Italia, riverberano ancora la triste eco di antiche battaglie contro lontani invasori. La bella città salentina illustra, ad ogni visitatore che la percorre, gran parte del trascorso storico di questa terra. Otranto, infatti, fu edificata da cretesi col nome di Hydruntum (dall’omonimo fiume che si riversa nell’attuale porto), successivamente fu organizzata, socialmente e politicamente, sotto la dominazione greca. L’epoca romana rappresentò per Otranto una fase regressiva sia economicamente sia demograficamente; solo durante la dominazione bizantina Otranto ritornò a svolgere un ruolo importante nella geopolitica dell’Italia Meridionale.
Gran parte delle testimonianze storiche otrantine sono, dunque, custodite nel suo centro storico.
• L’antichissima Cattedrale dell’Annunziata (con all’interno un inestimabile pavimentazione a mosaico del 1165, un altare – a sette armadi dedicato agli oltre ottocento Martiri d’Otranto – e una cripta); la cripta interna della Cattedrale ha tre absidi ed è divisa da 72 colonne monolitiche, in pietra leccese e marmo, che la dividono in nove navate tutte da osservare con grande attenzione;
• la Basilica di S.Pietro è di stile bizantino, con volte a botte e pareti affrescati con motivi orientali;
• il Castello Aragonese – ricostruito da Ferdinando I d’Aragona tra il 1485 e il 1498 e progettato anche dall’architetto militare FRANCESCO DI GIORGIO MARTINI (1439-1501, progettista inoltre del castello di Gallipoli e del più noto Palazzo Ducale di Urbino) – ben evidenziano le caratteristiche otrantine che da sempre hanno affascinato i milioni di visitatori; in letteratura si ricorda anche il famoso romanzo gotico “Il castello di Otranto”. Questo castello fu rinforzato dopo il disastroso attacco turco del 1480 quando i musulmani, riuscendo a penetrare nella città, cercarono di convertire la popolazione locale ma, non riuscendoci, uccisero prima il Vescovo Stefano Pendinelli e dopo, trasferitisi sul Colle della Minerva, dove oggi sorge la chiesa di San Francesco di Paola, uccisero altri ottocento otrantini fermi nella loro fede.
  [ Gallipoli, Parabita, Matino, Casarano, Ugento, Presicce ]
Lunghezza: 35 km; tempo di percorrenza: una giornata.
  Il percorso attuale prevede una visita a diverse città tra loro relativamente vicine e, per meglio apprezzarne la valenza storica, è necessario dedicare almeno un’intera giornata. Nei collegamenti tra le città da raggiungere sarà opportuno utilizzare un proprio mezzo di trasporto da parcheggiare non appena si è in prossimità dei centri storici.
Con il nostro mezzo, quindi, facciamo tappa a Gallipoli località che, data la sua rilevanza storico-turistica, ci impegnerà per almeno 2 o più ore.
Gallipoli è nota per la sua collocazione su di un’isola; la visita al suo centro storico – come, del resto, in tutti gli altri centri storici – ci dà l’opportunità di ripercorrere il pensiero e la vita degli abitanti lì vissuti. Molto interessanti sono le didascalie poste nelle vicinanze dei luoghi più rilevanti della città vecchia con esse ben si delinea lo sviluppo architettonico e militare dell’importante centro salentino.
L’unico ingresso al centro storico gallipolino è un ponte di collegamento tra l’isola e l’entroterra, nei suoi pressi è possibile ammirare:
• la chiesa Madonna del Canneto;
• la Fontana Medievale di stile ellenistico (la più antica di Italia, ricostruita nel 1560);
• il Castello Aragonese.
Una volta all’interno del circuito difensivo tanti sono i luoghi da visitare tra cui:
• la Cattedrale;
• la Chiesa di S. Angelo, di S. Teresa e della Purità – edificata nel ‘600 da una delle quattro confraternite di pescatori;
• la chiesa di S. Francesco d’Assisi in cui è sita la famosa statua del “Cappellone” (il Malladrone – 1680), cioè la raffigurazione del cattivo ladrone fatta con caratteri molto marcati tanto da costituire un elemento determinante della fantasia popolare gallipolina.

Dal centro ionico ci dirigiamo a circa 10 km verso sud-est; la composizione urbana di Parabita e Matino esalta il ruolo del centro. Si ripercorre, così, una storia fatta di continue incursioni da parte di invasori e, per questa ragione, questi centri racchiudono nella loro tortuosità e nel color bianco calce i segreti della sopravvivenza: confondere gli incursori per avere il tempo necessario ad arroccarsi.
Del centro di Parabita spiccano:
• il Santuario “Madonna della Coltura”;
• lo stupendo Castello del cinquecento e la Cripta di S. Marina
• la Parrocchiale dedicata a S. Giovanni Battista con degli splendidi episodi cinquecenteschi sul portale e sulla cupola.
Prossimo sul nostro cammino è Matino, dall’importante centro storico e dalle caratteristiche pendenze stradali.
Altra tappa è Casarano, polo industriale rilevante soprattutto dal punto di vista calzaturiero. Del paese ammiriamo soprattutto
• la Chiesa Matrice;
• la necropoli (VIII-XIII secolo), scoperta di recente, marzo 1996, con circa 20 tombe orientate secondo l'asse est-ovest, hanno una forma trapezoidale, sono complete di poggiatesta scavato nella roccia e sono tipiche, appunto, dell'epoca paleocristiana- altomedievale. All'interno è stato ritrovato sia materiale ceramico in frantumi che ossa umane che hanno permesso l’esatta datazione del sito funerario;
• la splendida chiesetta di Santa Maria di Casaranello: testimonianza paleocristiana tra le più importanti della Puglia con meravigliosi mosaici del V secolo d.C. Casaranello fu, anche, la casata di Pietro Tomacelli ai più noto come Papa Bonifacio IX (dal 1389 al 1404).
Da qui ci muoviamo verso Ugento, luogo carico di storia e con un centro ancora intatto che, in poco più di un’ora, ci garantisce una piacevole visita:
• alla Cappella dei Santi Medici (santi patroni festeggiati il 29 settembre);
• al Castello e al vicino Museo Comunale.
Ultima ma necessaria tappa del nostro itinerario è Presicce, importante, nel presente come nel passato, per l’ampia presenza di frantoi ipogei (circa 26 che molto ci raccontano sull’importante passato economico della cittadina) e di importanti casate che, dal XVII al XVIII secolo, lì hanno edificato le loro splendide dimore. Presicce vive, soprattutto d’estate, un forte fermento etno-culturale e, per questo, è sempre aperta ad accogliere i visitatori. Una volta visitato il Museo della Civiltà Contadina e il Giardino Pensile del Castello, si consiglia di percorrere le strade del centro con lo sguardo spesso rivolto verso l’alto delle decorazioni architettoniche cittadine.

  [ Copertino, Nardò, Galatone, Galatina, Maglie ]
Lunghezza: 38 km; tempo di percorrenza: 6h circa.
  Il percorso attuale considera alcuni dei comuni che tuttora conservano la loro importanza territoriale ed economica che gli è stata assegnata direttamente dalla storia. Anche per questo itinerario è necessario riservare almeno un intero pomeriggio.
I centri cittadini sono sempre ben conservati e rivalutati. Copertino racchiude al suo interno fantastiche opere d’arte barocca – sono queste altari, chiese, decorazioni, portali – e cittadina (case a corte, frantoi ipogei). Da visitare
• le zone vicine al Castello
• il Castello stesso di stile catalano-durazzesco del 1540, luogo dove si svolgono importanti manifestazioni provinciali (Salento Sposi, Arti Salento, Mostra dell’Antiquariato) e arricchito da rosoni e medaglioni che racchiudono ritratti di personaggi illustri come Goffredo Normanno, Carlo I d’Angiò, Re Ladislao, Carlo V ed altri ancora;
• il Convento-Santuario La Grottella – dimora in vita di S. Giuseppe da Copertino.
Prossima fermata sarà Nardò. Città dall’imponente feudo, tramite le sue rendite, divenne assai importante; indicare solo alcuni punti sarebbe del tutto riduttivo, tuttavia, se ne evidenziano per la loro vicinanza, alcuni:
• la Chiesa e il Convento del Carmine – ricorda molto il frontale del Castello di Copertino appena visitato –
• Piazza Salandra,
• la Cattedrale (sede della Diocesi di Nardò-Gallipoli e al cui interno è presente un antichissimo crocifisso a cui si lega un’altrettanto antica leggenda) e Piazza Osanna con al centro il chiosco barocco ben conservato e visibile.
Lasciando Nardò prendiamo la strada per Galatone di cui possiamo apprezzare opere quali
• il Santuario del Crocifisso (al cui interno si esibisce il tipico motivo del “capitello appeso”: un capitello che privo di colonna è legato alla trabeazione),
• il Castello Baronale,
• la Chiesa dei Domenicani,
• il Sedile e la Torre dell’orologio, tutte opere iniziate e completate tra il ‘600 e il ‘700 e alle quali hanno contribuito artisti dello spessore di Giuseppe Zimbalo.
Proseguendo il nostro cammino ci dirigiamo in 10 minuti a Galatina. Le mura cinquecentesche di questa città sono molto ben custodite; in essa si ammirano numerosi monumenti barocchi ma, soprattutto, rococò (palazzi, piazze). Da visitare, oltre alle Porte d’Ingresso,
• la Collegiata (1633-1640, fastigio del 1770)
• la Corte di Palazzo Scrimieri.
Questo percorso termina con la visita nel centro di Maglie dove trovano spazio
• la Chiesa Confraternale delle Grazie,
• la Parrocchiale con il suo Campanile,
• Palazzo Capece,
• il bellissimo Parco ittadino.
 
  [ LA GRECìA SALENTINA]
Lunghezza: 37 km; tempo di percorrenza: 6h circa.
  L’attuale Grecìa Salentina (composta dai nove comuni di Calimera, Martano, Martignano, Castrignano dei Greci, Corigliano d'Otranto, Melpignano, Soleto, Sternatìa e Zollino), può, senz’altro, rappresentare un percorso autonomo (vista anche la sua posizione a circuito che fa di questi comuni una sorta di isola geografica, oltre che linguistica e culturale) ricco di cultura ed arte. L’elemento greco, assicurato nel Salento dai monaci basiliani, fu determinante per l’economia e la cultura locale nel periodo dell’alto medioevo. Solo dopo la conquista normanna del 1068, il rito greco fu gradatamente abbandonato portando l’antica terra della Grecìa Salentina a ridursi all’attuale comunità.
Ognuna di queste nove località racchiude in sé tutta una serie di magnifiche costruzioni realizzate fino al XVIII secolo.

• itinerario: Martano, Castrignano dei Greci, Melpignano, Corigliano d’Otranto, Soleto, Zollino, Sternatìa, Martignano, Calimera.
lunghezza: 37 km; tempo di percorrenza: 6h circa.

Il percorso alla riscoperta della Grecìa Salentina può iniziare, senza dubbio, da uno dei suoi comuni più grandi e rappresentativi: Martano. Questa città, infatti, conserva al suo interno notevoli monumenti storici come i magnifici portali d’ingresso ai numerosi palazzi nobiliari, i relativi stemmi, il castello (distrutto dai turchi nel 1480 e ricostruito subito dopo). Si consiglia altresì di percorrere Via Catumerea per ammirare stupendi esempi di "case a corte" e di visitare la Cappella della Madonna degli Angeli (1699-1721), nel Cimitero, con portale di gusto zimbalesco.
Lasciato Martano si giunge in pochi minuti a Castrignano dei Greci di cui visitiamo
• il parco delle pozzelle, tuttora in buono stato di conservazione;
• la cripta di S. Onofrio, basiliana;
• il Castello baronale, più volte rimaneggiato, attorniato da fossato fino al secolo scorso;
• la Chiesa Matrice dedicata all'Annunziata (1878);
• la Chiesa dell'Immacolata (1650);
• la Chiesa della Chiesa della Madonna dell'Arcona (1731).
Ancora in macchina per cinque minuti e giungeremo a Melpignano. In questo paese c’è una delle piazze più suggestive del Salento, insolito esempio di struttura porticata realizzata appositamente per ospitare un rinomato e fiorente mercato settimanale (fine '500) di commercianti leccesi, baresi e perfino napoletani.
Finalmente ci possiamo dirigere verso Corigliano d’Otranto e poter così ammirare uno dei castelli più ricchi di decorazioni di tutto il Salento e che rappresenta una delle opere più significative dell’architettura civile del barocco salentino. Il castello rappresenta un vero gioiello e si apre agli occhi dei visitatori in maniera quasi inaspettata. Esso fronteggiò in maniera del tutto degna gli attacchi turchi del 1480. Anche se l’apparato decorativo risale al XVI secolo, solo nel 1667 Francesco Manuli realizza la facciata in cui, sul portone d’ingresso, spicca la statua del committente e le due figure allegoriche della Carità e della Giustizia. La decorazione continua per tutta la facciata del castello con finestre intervallate da statue di virtù o uomini illustri.
Dopo una breve visita al centro coriglianese possiamo subito fare rotta verso un altro centro molto importante: Soleto. Anche qui si conservano meravigliose opere d’arte salentina, tra cui la Chiesa trecentesca di Santo Stefano, dal prospetto a cuspide slanciata sormontato da un campanile a ventola, uno dei luoghi di culto privilegiati della comunità italo-greca di Soleto. Il monumento più celebre è la guglia presente sul campanile, fatta innalzare da Raimondello Orsini del Balzo nel 1397 e di recente restauro.
Da Soleto, passando per Zollino, arriviamo a Sternatìa in cui spicca lo stupendo complesso architettonico del Palazzo Marchesale fatto erigere dai Granafei nel ‘700, probabilmente su di un fortilizio bizantino. Il centro storico di Sternatìa ci invita a restare ma il percorso deve continuare verso le ultime due tappe, la prima delle quali è Martignano. Nelle campagne di questo paese sono ancora visibili i cosiddetti "pozzi di San Pantaleone" (patrono, festeggiato il 27 luglio); gli abitanti, in epoche remote, utilizzavano l'acqua per usi domestici attingendola da almeno 60 pozzi, indicati in griko come "ta frèata" e in dialetto come "puzzieddhi", pozzi o pozzelle, situati – appunto – in aperta campagna.
Ultimo ed importante tassello compositivo della Grecìa attuale è Calimera. I punti di maggiore interesse storico della città sono:
• il "foro sacro dell'amore" vincolato alla cerimonia propiziatrice della fecondità è uno spezzone di roccia a forma di corona con un grosso foro al centro; per ottenere i benefici divini, uomini e donne devono attraversarlo e tutti, di diversa corporatura, vi riescono.
• Sulla serra tra Calimera e Martano, la Specchia del diavolo (“secla tu demoniu”), secondo la leggenda, nasconderebbe un tesoro formato da una chioccia e dodici pulcini d'oro, ma custodito dal demonio, per impossessarsene bisogna riuscire a far prendere la comunione ad una capra!;
• Il Museo Civico di Storia Naturale, importante per la raccolta ornitologica, malacologica e di fossili, ma pure perché è un centro di cura degli animali feriti e di studio per le tartarughe.

 

[ALCUNI ITINERARI DEL SALENTO, LECCE, PUGLIA]

• ITINERARI ARCHEOLOGICI
- CENTRI E RESTI MESSAPICI. Da Rudiae ad Uxentum
- LA COLONIZZAZIONE ROMANA
- DOLMEN, MENHIR E SPECCHIE

• ITINERARI MASSERIE
- AREA NORD LECCE, da Lecce a Lecce
- AREA SUD-EST LECCE, da Lecce ad Acaya
- AREA NARDÒ, da Nardò alla Masseria Trappeto
- AREA UGENTINA, da Ugento a Torre Pali

• ITINERARI PAESAGGISTICI
- PORTO CESAREO / GALLIPOLI
- LIDO PIZZO / SANTA MARIA DI LEUCA
- CASALABATE / OTRANTO
- OTRANTO /SANTA MARIA DI LEUCA

• ITINERARI ENOGASTRONOMICI
- L'ENOGASTRONOMIA

 
 
  LE QUATTRO GRANDI AREE TURISTICHE DEL SALENTO nella provincia di Lecce.
 
ZONA DI OTRANTO - TORRE DELL'ORSO. Scogliera alta intervallata da Spiagge di Sabbia.
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Appartamenti - zona adriatica Appartamenti - zona ionica
Bed and Breakfast - sul mare Bed and Breakfast - nell'entroterra salentino
Residence - versante adriatico Residence - versante ionico
Residence Club - con animazione Residence Club - con piscina e animazione
Hotel a Lecce - sull'Adriatico Hotel a Lecce - sullo Jonio/Ionio
Masserie Villaggi
 
 

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