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BENVENUTI
IN SALENTO (costa ionica/adriatica - mar ionio/adriatico) |
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MAPPA
RAGIONATA SUL SALENTO (provincia di Lecce - regione Puglia). |
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Sfiora le
singole località per visualizzarne e scoprirne le
caratteristiche (spiaggia di sabbia o scogli).
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Spiagge
di Sabbia - Scogliera Panoramica |
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IL
SALENTO, ANTICA TERRA D'OTRANTO. LA SUA TERRA TRA DUE MARI.
UNA POSSIBILE LETTURA TURISTICA DEL SUO TERRITORIO PER UNA VACANZA.
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• ITINERARI
MASSERIE
- AREA NORD LECCE,
da Lecce a Lecce
- AREA SUD-EST LECCE,
da Lecce ad Acaya
- AREA NARDÒ,
da Nardò alla Masseria Trappeto
- AREA UGENTINA, da
Ugento a Torre Pali
Benché la
terra salentina non abbia mai abbondato di quei doni naturalmente
offerti e il clima non sia stato sempre e del tutto ottimale
per la coltura, l’uomo ha anche qui aguzzato l’ingegno
attuando un solido compromesso con la sua terra ed ottenendo,
con umiltà e sacrificio centennale, di vivere e sopravvivere
tramandando ai propri discendenti i tanti valori e le tante esperienze
date da tutto ciò.
L’architettura rurale, quindi, rappresenta appieno – come
ruga sul viso – ogni evoluzione politico-militare ed estetica
del popolo salentino.
Ecco qui di seguito alcuni percorsi utili per considerare da vicino
tutto il vissuto storico del Salento non tanto lontano dall’era
del microcip.
Uno dei primi esempi di pendolarismo fu rappresentato in Salento
dai contadini che avevano l’onere di spostarsi tutte le mattine
(a piedi) dal loro paese verso la campagna distante qualche chilometro.
Le campagne, d’altro canto, erano assai aperte, sconfinate
e difficili da gestire dal punto di vista della strategia militare;
fu così che, tra il XV e il XVI secolo, nacque l’esigenza
di creare aree abitative vicine ai poderi e, nello stesso tempo – data
anche l’insicurezza tipica delle zone – capaci di affrontare
eventuali incursioni piratesche dei localmente noti saraceni.
Durante la visita alle masserie è buona regola ricordarsi
della loro precarietà statica e, pertanto, non rischiarsi
in percorsi o ingressi azzardati (pozzi, trappeti ipogei, terrazze).
Grazie
alla nostra civiltà della velocità ora è possibile
percorrere e visitare molte dimore storiche di questa terra salentina
che non stenta a mostrarci il suo valore e la sua bellezza.
Grazie anche alla percorribilità di tanti territori, ormai
accessibili a tutti, noi possiamo apprezzare l’impervia opera
dell’uomo che ha cercato (nei secoli) una possibile soluzione
all’asprezza della sua terra.
La nostra visita ad ognuna di queste testimonianze storiche può essere
ulteriormente impreziosita se, una volta a destinazione – avvolti
dalla voce della campagna – daremo uno sguardo d’intorno
annullando dalla vista tutte le strade asfaltate, tutti i ponti,
tutte le speculazioni del paesaggio dando vita a ciò che era
un tempo…
…
prati verdi per il pascolo… terreno coltivato al millimetro… gente
e canzoni ad ogni dove della campagna... silenzi notturni…
Pensiamo anche alle piccole comunità di contadini che si riunivano
in questi agglomerati urbani, i loro incontri con gli abitanti delle
masserie vicine, i loro amori…
Ogni cosa di questo passato ha la possibilità di rivivere
solo ed esclusivamente se noi saremo visitatori attenti e sensibili
verso ogni piccolo elemento (naturale o lavorato dall’uomo)
che incontreremo durante le nostre escursioni: deturpare,
anche minimamente, questo ambiente significa farne morire il ricordo.
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[Area
Nord Leccese]
Lunghezza:
20 km (da Lecce a Lecce); tempo di percorrenza: 4 h in macchina.
La grande presenza di masserie
fortificate in quest’area, insieme alle
torri di avvistamento costiere, garantiva a tutto
il feudo leccese (territorio fertile con uliveti
e rigogliosi giardini che soddisfacevano le esigenze
del capoluogo e di altri grossi centri abitati)
una sicurezza maggiore visto che Lecce era anche
considerata «il propugnapolo della nostra
Santissima Fede Cristiana».
- Masseria Paladini Piccoli: databile alla fine
del XVII secolo di essa si nota subito la maestosa
torre colombaia cilindrica provvista di finestra
dalla quale si accedeva, tramite scala a pioli,
alle rampe di scala interne alla muratura che
portavano dove nidificavano i colombi. Vicino
alla finestra si nota un vuoto in cui era situato
lo stemma dei Guarini in pietra leccese.
Percorso: sulla Lecce-Torre Chianca, 8° km
a sinistra per Casalabate, ad appena 1 km si
nota il complesso
- Masseria Rauccio: consiste ormai in parti di
una cappella e una colombaia cilindrica posta
a poca distanza dalla torre; nel 1775 questa
masseria era di proprietà del Convento
della SS. Annunciata dei P.P. Predicatori fuori
le mura di Lecce. Attiguo ad essa vi è un
contesto ambientale che richiama ciò che
fu il Bosco di Rauccio.
Percorso: sulla stessa strada, poco prima dell’incrocio
Surbo-Torre Rinalda, si imbocca una strada di
campagna che porta direttamente alla masseria.
- Masseria Barrera: le due torri affiancate le
conferiscono subito un aspetto massiccio. Poco
distante si intravede il fabbricato della Masseria
Mendule, anch’essa massiccia con una bella
torre colombaia.
Percorso: dalla Masseria Rauccio si ritorna sulla
strada asfaltata, arrivati alla Surbo-Torre Rinalda
si svolta a sinistra per Surbo. La Masseria Barrera
si troverà sulla sinistra.
- Masseria Coccioli: anche se in avanzato stato
di abbandono, la masseria testimonia ancora l’importanza
di questo tipo di insediamenti rurali. I ruderi
della cappella, l’elegante vera del pozzo
e la colombaia cilindrica con il singolare parapetto
riportano il visitatore ad un periodo florido
dell’economia agricola salentina.
Percorso: sulle strade Surbo-Torre Rinalda e
Trepuzzi-Torre Rinalda si trovano cinque masserie
non tanto distanti l’una dall’altra:
Barone Vecchio, Li Ronzi, Monacelli , Giampaolo
e Coccioli.
- Masseria Ghietta: l’importanza dell’insediamento
(XVI secolo) è resa dalla presenza di
una massiccia torre a due piani e un’elegante
chiesetta dedicata a Santa Maria degli Angeli.
Percorso: raggiunto l’incrocio Squinzano-Torre
Rinalda saliamo per Squinzano e a circa 2 km
incontreremo l’importante complesso di
Santa Maria di Cerrate (sede del Museo delle
Tradizioni Popolari). Continuando poi per Squinzano
incontriamo una strada di campagna sulla sinistra,
in circa 2 km arriveremo alla Masseria Ghietta. |
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[
Area Sud-Est Leccese ]
Lunghezza:
20 km (da Lecce ad Acaya); tempo di percorrenza: 4 h in macchina |
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Prendendo
la statale 543 tra Lecce e San Cataldo gireremo a destra al km 6.
Questa strada ci indirizza verso la bella Masseria Specchia dell’Alto.
Da qui si può lanciare uno sguardo intorno e distinguere la
presenza di diverse masserie fortificate tutte allineate sull’antica
strada Via del Carro: Masseria Mosca, Masseria Mele, Masseria Specchia,
Masseria Menzana, Masseria Reca (o Greca), Masseria Carrozzina, Masseria
Zundrano. Questo sistema difensivo dell’area sud di Lecce,
completando la strategia attuata sulle coste per mezzo delle numerose
torri di avvistamento, si chiudeva con la cittadella fortificata
di Acaya (città nativa del famoso architetto Gia Giacomo dell’Acaya)
che conserva ancora lo splendido castello. Prima di arrivare ad Acaya,
si incontra un abitato, Vanze, costituito da cinque masserie fortificate
e che danno il senso del complesso sistema difensivo salentino nell’epoca
degli assalti. Verso Acaya, dunque, ecco ancora svettare una torre,
siamo nei pressi della Masseria Pier di Noha. |
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[
TERRITORIO DI NARDÒ]
Lunghezza:
25 km (da Nardò alla Masseria Trappeto); tempo
di percorrenza: 4 h in macchina. |
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L’antichissima
Via Sallentina rappresenta l’asse viario principale dal quale
dipende l’intera organizzazione delle fortificazioni urbane
di quest’area. Attraverso questa strada transitavano i carri
carichi di olio e di cereali diretti ai porti di Gallipoli o Taranto.
L’itinerario parte da Nardò, terra di confine con la provincia
di Taranto e con un’alta concentrazione di costruzioni rurali.
Masseria Carignano Grande: riporta il nome dell’antico casale;
già abitata nel ‘400 è una della costruzioni rurali
fortificate che meglio ci fa capire il gusto della classe sociale del
tempo. Ogni elemento, il pozzo, i portali, le finestre e la facciata
attribuiscono all’edificio uno stile proprio delle ville rustiche
più che delle masserie fortificate.
Percorso: dal cimitero di Nardò prendiamo la strada che conduce
ad Avetrana (direzione Torre dell’Inserraglio), dopo circa 3
km e prima di sboccare sulla ss. 105, incontriamo la masseria. Dopo
l’incrocio si può far visita alla Masseria Brusca .
Masseria Nucci: della masseria si nota, come al solito, l’elegante
mole della torre colombaia di forma cilindrica. Il complesso non è di
importanza rilevante ma il suo nucleo originario (la torre a due piani
leggermente scarpata) è del primo ‘400. Nel 1699 fu ceduta
da Marco d’Aprile al Monastero di S. Chiara in Nardò.
Percorso: ancora sulla Gallipoli-Taranto per circa 2 km. Sulla sinistra
la masseria.
Masseria Sciogli: si compone di due torri affiancate ma di epoche diverse.
La scala di servizio che sale la prima torre ne ricorda l’originario
sistema difensivo costituito da un ponte levatoio e da una caditoia
ancora presente. Da apprezzare la decorazione che delinea il parapetto.
Percorso: quasi confinante con la Masseria Nucci.
Masseria Console: un parapetto appena sporgente su un elegante motivo
ad archetti e beccatelli ci porta a datare il nucleo originale dell’edificio
al ‘400. Il fabbricato si è poi arricchito ulteriormente
nel ‘800 con un fabbricato a due piani. La masseria Console è di
recente restauro e per questo motivo si può apprezzare nel suo
pieno splendore.
Percorso: prima dell’incrocio con la S.S. 174, sulla curva a
sinistra, in mezzo alla pineta, si nota il complesso rurale.
Masseria Giudice Giorgio: l’edilizia rurale fortificata trova
in questa masseria ampia rappresentazione. Caditoie e garitte angolari,
collegate da un corridoio coperto, danno alla costruzione la struttura
di un piccolo castello. La spettacolarità scenografica dell’edificio
fa di esso un vero e proprio monumento architettonico del paesaggio
agrario salentino. Nel 1721 la Masseria Giudice Giorgio – con
i suoi 100 tomoli di terra seminatorio-macchiosa e 1045 alberi d’ulivo – era
di proprietà di una nobile famiglia leccese (Della Ratta). Le
attestazioni storiche rilevano la costruzione già nel XIV secolo.
Percorso: lasciando la Gallipoli-Taranto giriamo a destra non appena
imboccata la ss. 174, direzione Nardò; a poche centinaia di
metri si potrà distinguere la mole della masseria.
Masseria Trappeto: maestosa costruzione che ben rappresenta lo stile
delle residenze signorili cittadine. All’edificio-torre si appoggia
la scala portando l’occhio verso il delicato cordone marcapiano
che delimita gli spazi sottostanti. La masseria è cinta da un’ampia
muraglia con un insolito camminamento di ronda. Il portale d’ingresso è sormontato
dallo stemma della famiglia Massa (proprietaria attestata nel 1750)
ed è lo stesso stemma rappresentato più volte nella cappella
con ingresso sia dal cortile che dal piazzale antistante. A poca distanza
dal nucleo centrale si nota la torre colombaia a base quadrata con
uno gentile motivo decorativo di coronamento.
Percorso: percorrendo ora la ss. 174, direzione Avetrana, arriveremo
all’incrocio per Veglie. Giriamo a destra e poi a sinistra lungo
una strada di campagna: qui la masseria. Una volta visitata la Masseria
Trappeto, guardando verso Nord si può avvistare la Masseria
Donna Menga oramai rudere abbandonato e, pertanto, rischioso da visitare. |
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[
Area Ugentina ]
Lunghezza:
20 km (da Torre San Giovanni a Torre Pali); tempo di percorrenza: 3
h in macchina |
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Sebbene
nel paesaggio sud salentino predomini la pietra – materiale
primo con cui si sono realizzate numerevoli opere di civilizzazione
urbana – l’area non è del tutto scarna di masserie
fortificate. È importante ricordare, infatti, che siamo in
feudo ugentino: uno dei feudi economicamente più importanti
nella storia passata e recente della Terra d’Otranto.
La concentrazione più rilevante di edifici fortificati si individua
nel quadrilatero Marina di San Giovanni-Ugento-Presicce-Torre Vado.
L’essenzialità del paesaggio è la rappresentante
diretta delle vicende storiche e della natura stessa del terreno sud
salentino.
Il percorso attuale prevede la visita alle seguenti masserie:
- Torre Mammalie, ora trasformata in luogo di ristorazione che ne assicura
la sopravvivenza;
- Torre Vecchia, di forma cilindrica;
- Masseria Tunna (Tonda);
- Masseria Feudo;
- Masseria Torre Pali.
Percorso: dalla Torre San Giovanni-Ugento incontreremo l’indicazione
per Felline, da qui, procediamo girando a destra al primo bivio e seguendo
le indicazioni per Torre Mammalie.
Ritorniamo poi sulla Torre San Giovanni-Ugento, direzione Ugento, la
prima strada svoltiamo a destra, a circa 3 km sarà visibile
sulla sinistra Torre Vecchia.
La Masseria Tunna si incontrerà seguendo la stessa strada verso
Sud. Svoltando ora a destra arriveremo alla Masseria Tunna. A questo
punto cambieremo direzione per dirigerci verso la costa ionica (Torre
Pali), all’incrocio con la statale Gallipoli-Leuca potremo così visitare
l’ultima masseria del percorso: Masseria Pali.
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[ALCUNI
ITINERARI DEL SALENTO, LECCE, PUGLIA]
• ITINERARI
ARCHEOLOGICI
- CENTRI E
RESTI MESSAPICI. Da Rudiae ad Uxentum
- LA
COLONIZZAZIONE ROMANA
- DOLMEN, MENHIR
E SPECCHIE
• ITINERARI
PAESAGGISTICI
- PORTO CESAREO
/ GALLIPOLI
- LIDO PIZZO
/ SANTA MARIA DI LEUCA
- CASALABATE
/ OTRANTO
- OTRANTO /SANTA
MARIA DI LEUCA
• ITINERARI
STORICI
- LECCE, centro storico
- LECCE, centro storico
- OTRANTO, centro
storico
- GALLIPOLLI / PRESICCE
- COPERTINO / MAGLIE
- LA GRECìA
SALENTINA
• ITINERARI
ENOGASTRONOMICI
- L'ENOGASTRONOMIA
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LE
QUATTRO GRANDI AREE TURISTICHE DEL SALENTO nella provincia di Lecce. |
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TUTTE
LE PROPOSTE (Case vacanza, Appartamenti, Residence). |
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