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BENVENUTI
IN SALENTO (costa ionica/adriatica - mar ionio/adriatico) |
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MAPPA
RAGIONATA SUL SALENTO (provincia di Lecce - regione Puglia). |
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Sfiora le
singole località per visualizzarne e scoprirne le
caratteristiche (spiaggia di sabbia o scogli).
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Spiagge
di Sabbia - Scogliera Panoramica |
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IL
SALENTO, ANTICA TERRA D'OTRANTO. LA SUA TERRA TRA DUE MARI.
UNA POSSIBILE LETTURA TURISTICA DEL SUO TERRITORIO PER UNA VACANZA.
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• ITINERARI
ARCHEOLOGICI
- CENTRI E
RESTI MESSAPICI. Da Rudiae ad Uxentum
- LA
COLONIZZAZIONE ROMANA
- DOLMEN, MENHIR
E SPECCHIE
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[CENTRI
E RESTI MESSAPICI. Da Rudiae ad Uxentum]
In tutto il Salento sono numerosi i reperti archeologici,
anche se, pochi sono gli itinerari capaci di fornire delle indicazioni
precise sui caratteri tipici della popolazione messapica.
Ai nostri giorni, la dimensione cittadina della LUPIAE romana – l’attuale
Lecce – può essere ricostruita solo idealmente a causa delle continue
espansioni del tessuto urbano.
Questo, per fortuna, non si può dire di RUDIAE: la capitale messapica
che sorge a distanza di qualche chilometro da Lecce, sulla strada di San Pietro
in Lama. All’interno dei 3900 metri di mura, risalenti al IV secolo a.C.,
si possono ammirare i resti di un ninfeo, di vari ipogei e di un anfiteatro.
I reperti tombali qui rinvenuti sono ora custoditi nel Museo Provinciale di Lecce
e testimoniano il livello economico raggiunto dalla popolazione locale in cui
ebbe i natali il famoso poeta latino Quinto Ennio.
Da qui ci si sposta a CAVALLINO, città che urbanisticamente si è sviluppata
a partire dall’antico centro fortificato (circa 3100 metri), composto da
una doppia cortina di massi non squadrati e da un fossato adiacente scavato nella
roccia.
La prossima tappa sarà ROCA VECCHIA, una delle località costiere
dei protosalentini in cui una bellissima insenatura con grotte naturali ed artificiali,
insieme ad una torre di avvistamento quadrangolare del cinquecento, sono racchiuse
da mura fortificate. Questo luogo, probabilmente, è la testimonianza di
un insediamento già popolato nell’età del Bronzo e del Ferro,
sviluppatosi per ragioni commerciali o, anche, per un santuario legato al culto
di una divinità dell’acqua. Nei pressi di Roca Vecchia sono presenti
due dolmen: “Gurgulante” e “Placa”.
MURO LECCESE, VITIGLIANO, VASTE e SANTA MARIA DI LEUCA possono rappresentare,
senz’altro, degli interessanti siti archeologici anche se non più ben
conservati. Il primo centro è stato anch’esso assorbito dalla cittadina
attuale e i resti dei blocchi dell’antica fortificazione a doppia cerchia
sono serviti all’edificazione della Cappella di S. Marina; alcuni tratti
sono, tuttavia, ancora visibili in campagna (contrada Sistrie e Palombara). Dopo
un probabile predominio di forze politiche e militari locali, il centro fu distrutto
nel XI secolo dai Saraceni e poi ancora da Guglielmo il Malo.
VITIGLIANO, frazione di Santa Cesarea Terme, conserva ancora un quanto mai incerto
ipogeo chiamato Cisternale. La sua costituzione è data da alcuni bastioni
che poggiano su un architrave sorretto da quattro pilastri – tutto in pietra
calcarea – e, probabilmente, doveva essere un luogo di culto, appunto,
non meglio definito.
Di Vaste, sulla strada Maglie-Poggiardo-Castro, sono visibili alcune fortificazioni
a pochi metri dalla strada e, soprattutto, può essere una tappa intermedia
per arrivare a SANTA MARIA DI LEUCA, dove, si può visitare la singolare
Grotta Porcinara (Punta del Meliso). Questa grotta è, fondamentalmente,
un antico santuario che ha in sé una serie di iscrizioni-dediche latine
e greche, genericamente dedicate dai naviganti a Giove Ottima Massimo.
VERETUM (zona Patù) – nell’avvicinarsi a Uxentum – è un
centro i cui resti sono stati riutilizzati, come spesso accade, nell’edificazione
medievale di alcune costruzioni: la chiesetta di S. Pietro e Giuliano, di S.
Giovanni (Patù) e della famosa Centopietre ritenuta da alcuni messapica
ma ormai considerata di fabbricazione normanna ed utilizzata come cappella.
UXENTUM – l’attuale Ugento – rispetto alle altre città messapiche,
possiede l’estensione maggiore di cinta murarie (circa 5000 metri). Questa
città, considerato anche il controllo costiero svolto dal suo porto (ora
Torre S.Giovanni), ha goduto di una notevole rilevanza politica ed economica
anche in epoca romana, tanto da poter coniare una sua moneta. Le sue vestigia
sono accuratamente conservate nel Museo locale, all’interno dello splendido
centro storico. |
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[
LA COLONIZZAZIONE ROMANA ] |
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Roma
iniziò ad interessarsi del
Salento molto presto e, già nel III secolo a.C., tutta la Puglia
meridionale era completamente romanizzata.
La nuova situazione politica salentina diede inizio ad una ristrutturazione
territoriale e paesaggistica ancora visibile a tratti. Non solo, anche
l’assetto linguistico
subì importanti variazioni date dalla scomparsa del messapico e del greco,
almeno come lingue ufficiali.
Lupiæ fu così collegata a Brindisi e, in seguito alla concessione
dello statuto municipale, si affermò sempre di più fino a diventare
un centro di enorme interesse strategico. Tutto questo si ricava dai numerosissimi
reperti romani rinvenuti su territorio leccese quali:
L’Anfiteatro (II secolo a.C.), in Piazza S. Oronzo (Lecce) 102x83 metri,
poteva contenere fino a 20000 spettatori; i numerosi reperti recuperati durante
lo scavo sono conservati nel Museo Provinciale; accanto, la Colonna sulla quale è situata
la statua del santo protettore è una delle due colonne poste al termine
della Via Appia a Brindisi e donata a Lecce nel 1656 come riconoscenza al santo
protovescovo di Lecce per la sua intercessione durante l’epidemia mortale
di quell’anno.
Il Teatro romano, in Via Arte della Cartapesta (Lecce), scoperto nel 1929 e di
cui si riconoscono la cavea, l’orchestra (che conserva ancora parte della
pavimentazione originaria) e la scena.
San Cataldo, il porto di Lupiae, costruito da Adriano, conserva ancora tratti
di molo in pietra calcarea ormai sacrificati dal nuovo assetto geologico della
costa.
Hydruntum (Otranto), Castrum Minervae (Castro), Veretum (vicino a Patù),
Uxentum (Ugento), Casarano, Aletium (Alezio), Gallipoli e Neretum (Nardò)
custodiscono numerose ed interessanti testimonianze della cultura romana. Si
ricordano in particolare: le due aree marmoree di Otranto e i numerosi reperti
(statue, vasi, monete, epigrafi e oggetti vari) custoditi nei musei di storia
e cultura di Ugento e Alezio.
I centri urbani romani appena visti erano collegati fra loro attraverso una strada
che, pur rimanendone distante, seguiva il profilo costiero chiamata Traiana Salentina. |
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[
DOLMEN, MENHIR E SPECCHIE ] |
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La
visita ai numerosi resti preistorici della provincia di Lecce costituisce
un percorso autonomo, dedicato
tutto alla scoperta di antiche credenze e nuove opportunità per
lo sviluppo turistico del Salento.
Dolmen, menhir e specchie sono le testimonianze più antiche
della protostoria salentina; visitando i luoghi in cui esse sono situate
avremo la possibilità di valutare da vicino tutto il fascino
storico e paesaggistico del Salento più recondito. Per questi
motivi, nascosti da ulivi secolari o dispersi nei campi pietrosi, i
dolmen che visiteremo non sono soltanto mete da raggiungere ma, spesso,
monumenti da interpretare leggendo il territorio e il paesaggio nel
quale sono inseriti. Si propone qui di seguito solo uno dei tanti percorsi
possibili per riscoprire il silente patrimonio salentino.
Mezzi consigliati: a piedi, in bicicletta, a cavallo
Lunghezza: 9 km
Tempo di percorrenza: 3 ore a piedi
Difficoltà: media; la strada è agevole, ma alcuni dolmen
sono isolati nella campagna e non immediatamente rintracciabili
Parcheggio: a Giurdignano in piazza Municipio
PERCORSO:
• Imboccare la strada per Uggiano la Chiesa-Minervino. Appena fuori da
Piazza Municipio, 50 m prima del Menhir S.Vincenzo, voltare per via Piave e prendere
la seconda
strada a destra; a 200 m si incontra il Menhir S.Paolo.
•
Mantenendosi sempre sulla destra,dopo una stretta carrareccia, si imbocca un'altra
strada asfaltata; a sinistra troviamo il Menhir Vicinanze I. Girare a destra
e seguire la strada fino ad un bivio dove sarà visibile il Menhir Vicinanze
II.
• Proseguire fino al quadrivio formato da due carrarecce. Voltare a sinistra
.
Dopo 700 m si apre a destra un sentiero che si perde nei campi; imboccandolo
dopo circa 150 m sulla sinistra troviamo il Dolmen Stabile, parzialmente nascosto
alla visuale dai lastroni di roccia estratti recentemente con opere di bonifica
agraria.
• Proseguiamo ora sulla rotabile; giunti alla biforcazione delimitata da
un muretto a secco piegare a destra e procedere fino ad un ulteriore bivio. Prendere
a sinistra
la strada asfaltata; dopo 150 m si incontra la Masseria Quattromacine.
•
Proseguendo verso Sud, alla prima traversa svoltare a sinistra e al bivio successivo
piegare a destra. Proseguire per circa 500 m fino a che la strada piega decisamente
a sinistra; costeggiando il muretto voltare immediatamente a destra. Percorsi
100 metri, si può ammirare sulla destra un maestoso olivo secolare.
•
Proseguendo sulla strada per circa 1 km, si imbocca il ramo sinistra di un bivio
fino al suo termine. Imboccata la vecchia strada per Minervino, dopo 1 km circa
si incontra un sentiero a sinistra (tra un palo ENEL ed un contorto ulivo) delimitato
da due muretti a secco. Dopo 200 m si incontra sulla sinistra una costruzione
in pietra a pianta quadrata e tetto in tegole e, immediatamente a ridosso, l'ingresso
di un podere. Costeggiando verso destra il muretto perimetrale, a circa 100 m
dalla casupola, immerso tra gli ulivi, non sarà difficile scorgere il
Dolmen Grassi.
•
Rientrati sulla vecchia Minervino-Giurdignano proseguire per altri 200 m circa.
Poco dopo un uliveto, circa 100 m prima di un paio di centraline dell' ENEL,
il muretto che si costeggia a destra è interrotto da un sentiero tra due
bassi muretti a secco. Imboccandolo, dopo 300 m si giunge nei pressi del Dolmen
Chiancuse, i cui resti sono individuabili tra le rocce affioranti a circa 20
dal muretto.
• Rientrare sulla strada principale e seguirla fino al rientro in Giurdignano.
•
Chi volesse ampliare l'escursione fino a ciò che rimane del Dolmen Orfine,
lasciato il Dolmen Chiancuse deve imboccare, a circa 200 m , la deviazione a
destra che si immette sulla nuova strada Giurdignano-Minervino. Seguire questa
verso sinistra e dopo circa 400 m imboccare la strada vicinale che si apre sulla
destra costeggiando un uliveto; questa è rialzata rispetto al piano di
campagna e si inerpica su un piccolo promontorio.
• Percorrendola per intero, poco prima del suo termine si incontra sulla
sinistra una villa isolata. A 100 m dal muro di cinta di quest'ultima, lungo
il lato Sud,
presso un muretto a secco quasi perpendicolare al primo, si potranno rinvenire
i resti del Dolmen Orfine.
Fatto il sopralluogo si può ritornare sui propri passi fino all'incrocio
con la strada per Minervino, prendere a destra e rientrare a Giurdignano. In
paese, nei pressi del Menhir S.Vincenzo, è visibile l' ingresso della
Cripta S.Salvatore, ultima tappa del nostro percorso. |
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[ALCUNI
ITINERARI DEL SALENTO, LECCE, PUGLIA]
• ITINERARI
MASSERIE
- AREA NORD LECCE,
da Lecce a Lecce
- AREA SUD-EST LECCE,
da Lecce ad Acaya
- AREA NARDÒ,
da Nardò alla Masseria Trappeto
- AREA UGENTINA,
da Ugento a Torre Pali
• ITINERARI
PAESAGGISTICI
- PORTO CESAREO
/ GALLIPOLI
- LIDO PIZZO
/ SANTA MARIA DI LEUCA
- CASALABATE
/ OTRANTO
- OTRANTO /SANTA
MARIA DI LEUCA
• ITINERARI
STORICI
- LECCE, centro storico
- LECCE, centro storico
- OTRANTO, centro
storico
- GALLIPOLLI / PRESICCE
- COPERTINO / MAGLIE
- LA GRECìA
SALENTINA
• ITINERARI
ENOGASTRONOMICI
- L'ENOGASTRONOMIA
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LE
QUATTRO GRANDI AREE TURISTICHE DEL SALENTO nella provincia di Lecce. |
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TUTTE
LE PROPOSTE (Case vacanza, Appartamenti, Residence). |
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