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Nel
Salento, da alcuni anni è in ripresa la musica
tradizionale chiamata "pizzica pizzica". Numerosi sono gli
appuntamenti in cui è possibile ammirare la danza dei "pizzicati"
detta anche la danza delle spade.
Praticamente
non vi è festa di paese, sagra, festa privata, in cui la pizzica
pizzica non entri di diritto tra gli invitati. In tutta la provincia
di Lecce, da Gallipoli a Leuca a Otranto, è vivo questo coinvolgente
ritmo mediterraneo.
La manifestazione
oggi più importante rappresentativa è la NOTTE
DELLA TARANTA che
si svolge in agosto nel piccolo centro culturale della Grecìa Salentina:
Melpignano.
Nella
zona del basso Salento, tra Gallipoli - Torre
Suda - Mancaversa - Torre San Giovanni - Lido Marini - Pescoluse
e Santa Maria di Leuca, si organizzano brevi corsi di conoscenza
e strimpellamento del tradizionale tamburrello.
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[ALCUNI
APPROFONDIMENTI]
Santu Paulu meu te le tarante…
Terminato,
dal punto di vista religioso, il periodo più denso dell’anno,
maggio – con il suo sole sempre più caldo e le giornate
più lunghe e spensierate – dà l’avvio
alla stagione delle fiere e delle feste di piazza. Anch’esse,
specialmente nei centri più piccoli, sono momenti di incontro
in cui ben si esprimono la storia (Fiera dei Santi Martiri, Otranto),
la competizione e la bravura (per esempio, il palo della cuccagna
allestito in mare o in piazza in alcune feste minori) ma, soprattutto,
la dedizione e la generosità.
A Galatina, nel cuore del Salento, resiste ancora una tradizione, ora via via
con toni sempre meno drammatici. In passato, la cappella dedicata a San Paolo
era meta di pellegrinaggio da parte di fedeli di tutta la Puglia i quali, attraverso
il loro stesso pellegrinaggio e le offerte ex voto, chiedevano la grazia di
guarire dal cosiddetto morso della taranta. Le “tarantolate”, quindi,
erano quelle persone – soprattutto donne – in preda a convulsioni
isteriche, secondo la tradizione, causate dal morso della tarantola. Il fenomeno
patologico si manifestava anche in maniera collettiva attraverso delle danze
irrefrenabili che duravano per ore e ore fino ad arrivare allo sfinimento,
quasi come un rito esorcistico per curare una sorta di possessione.
Al confine
tra i riti precristiani, dunque, il protettorato dei Santi Pietro
e Paolo (29 giugno, Galatina) e il folclore più radicato
(15 agosto, Torre Paduli), ogni anno, d’estate – sotto
l’impulso contemporaneo della musica etnica, già anticipato
da molti artisti negli anni scorsi – il Salento ripropone
il suo ricchissimo repertorio musicale caratterizzato da canti
e danze da molti definite terapeutiche.
Il ritmo pulsante dei tamburelli, chitarre, nacchere, fisarmoniche, organetti
ed altro ancora, coinvolgono migliaia di danzatori che, disposti a ronda (cerchio)
e seguendo il rituale della “danza-scherma”, si lasciano trasportare
fin quasi allo sfinimento nelle lunghe notti delle pizzicate salentine.
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